Racconti di dubbia provenienza.

Lettera che non andrebbe mai scritta

Cari i miei lettori;

Oggi scrivo a voi… e sapete benissimo a chi mi riferisco.
No! non parlo ai lettori di questa pagina, parlo ai lettori accaniti che questa pagina la scrivono!

Dai, smettetela di fare baccano e ascoltate quello che ho da scrivere.
Buona visione.

“C’era una volta Leila.
Leila era quella timida del gruppo, che tanto anche se aveva qualcosa da dire…nessuno la stava ad ascoltare!
Allora Leila si comprò un megafono e cominciò a urlare, ma comunque timida rimaneva…
Pensò allora che non era la sua voce il problema, ma forse qualcosa non andava.
Allora uscì, camminò a lungo da sola, come piaceva a lei, finché non si rese conto di essersi persa
-perché, cari i miei lettori, se non fai attenzione quando cammini è facile che succeda, ed è proprio l’Attenzione che uccide le persone, che dico, fa stragi!-. Decise quindi di chiedere indicazioni, ma come sappiamo nessuno stava ad ascoltarla!
Impaurita, stanca e amareggiata, si sedette su uno stretto marciapiedi e proprio sotto il suo tallone destro… trovò un oggetto magico!
Dapprima non capì il potenziale di quello che stava stringendo tra le mani, poi si rese conto degli sguardi ora preoccupati, ora complici, a volte scherzosi, altre gentili… della gente intorno a lei.
Sbalordita, provò nuovamente a chiedere informazioni e questa volta…
-si, proprio come immaginate- questa volta la prendevano sul serio, l’ascoltavano e qualcuno si offrì persino di accompagnarla”

La morale, cari lettori
è che non bisogna, come spesso fate,
adagiarsi sugli allori;
ma se provando poi sbagliate
compiendo errori assai gravosi,
prima o dopo lo imparate
a cosa servono i giorni piovosi.

Cordialmente,
Leila.

P.S.: Gli oggetti magici… non esistono!

…e talvolta neanche i passanti.